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La quarta bozza

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Il blog ufficiale di Twilight

Breve comunicazione di servizio.

Si inaugura oggi il nuovo blog ufficiale del film Twilight, ospitato sul sito della Eagle Pictures e gestito dalla redazione di BadTaste, nella persona della vostra qui presente me medesima. Il blog si chiama “La gazzetta di Forks”, e proporrà ogni giorno notizie, foto, video e approfondimenti sul fantasy più atteso della stagione cinematografica autunnale.

Naturalmente anche su BadTaste troverete ogni giorno notizie fresche su Twilight, nell’apposita sezione; quindi – mi rivolgo ai fan – continuate pure a seguire entrambi i siti: cercheremo di proporvi qualcosa di nuovo ogni giorno.

(Amici non twilightiani: Tranquilli, non aggiungerò questo feed al mio account di FriendFeed: non voglio obbligarvi a mettere in hide tutti i miei (tanti) blog e siti. Mi sforzo di spammare il meno possibile.)

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Di passione e bollette

Un commento di enneemme al mio post precedente, sempre a proposito del mestiere del traduttore: rispondo in forma di post perché come commento era lunghetto. E poi forse può stimolare altre conversazioni.

Ma più che sul “come si diventa traduttore editoriale” – in mille e più modi, secondo me, ognuno secondo un suo tragitto personalissimo e pressoché irripetibile – io credo che abbia molto più senso interrogarsi sul “come si resta traduttore editoriale”, ovvero sul “come vivere o almeno sopravvivere di questo mestiere”. Perché iniziare a tradurre e anche portare a casa più libri tradotti, se è questo che si vuol fare, bene o male, chi prima e chi poi, si fa. È il dopo a essere più difficile. È quando cominciano a venire meno le forze, l’entusiasmo e forse pure la passione; è quando la gratificazione per aver tradotto questo o quel libro, questo o quell’autore, comincia a non bastare più; è quando ti viene da chiederti “Ma questa è vita? È questo che voglio fare per sempre?” che la strada si complica. Imho, of course.

Mah. Anzitutto non vorrei dare false speranze ai wannabe traduttori che approdano qui: personalmente ho qualche dubbio sull’ottimistica visione per cui “prima o poi ce la si fa”. Nella mia breve esperienza editoriale ne ho visti fallire più d’uno. La concorrenza è spietata, e non sai mai quando e se ti arriverà il prossimo libro. In questo senso è vero che “il dopo è più difficile”; nel senso che è difficile sempre. Come ogni forma di lavoro autonomo.

Quanto alla passione, la gratificazione, bla bla bla, a mio avviso sono subordinati a una domanda molto più semplice: riesco ad arrivare alla fine del mese? Perché alla fine il succo è tutto qui.

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