Post recenti

Presentazione: Harry Potter, come creare un business da favola

Immagine di Harry Potter

Martedì scorso sono stata alla presentazione di questo libro, alla Feltrinelli Duomo qua a Milano.

Susan Gunelius, Harry Potter. Come creare un business da favola, Egea

(qui il book trailer)

Hanno partecipato:

  • Paola Dubini, autrice della postfazione. Docente di marketing alla Bocconi e autrice di questo bel libro su editoria ed economia (su cui ho studiato pure io, tempo addietro).
  • Isabella Bossi Fedrigotti (immagino sappiate tutti chi è), autrice della prefazione.
  • Stefano Salis, giornalista del Domenicale del Sole24Ore, esperto dell’industria editoriale.

Non ho ancora letto il libro, ma ho pensato di trascrivere qui gli appunti che ho preso durante la presentazione, nel caso possano tornare utili a qualcuno che sta meditando di comprare il tomo. Se riesco, poi farò anche una recensione.

Continua a leggere…

MarsEdit e LiveWriter

La nuova dashboard di WP 2.7 sembra molto carina, benché forse, di primo acchito, un po’ barocca. Ma tanto io ultimamente il backend di Wordpress lo vedo poco, perché uso MarsEdit.

Ho iniziato a usarlo quando abbiamo aperto il blog di Twilight, che devo aggiornare almeno una volta al giorno e inserendo molte immagini e link. Consiglio vivamente MarsEdit a tutti gli utenti Mac che gestiscono piattaforme Wordpress, Blogger, Drupal, LJ, MovableType, TypePad e altre ancora. Mi piace così tanto che ne ho persino acquistato una copia legale. Starò invecchiando. Spero che WP risolva le magagne del flash media uploader, ma la semplicità con cui si caricano le immagini in MarsEdit credo non abbia rivali (tu trascini e lui uploada, già allineato al testo, e scrivendo una semplicissima macro si può aggiungere hspace e vspace a piacimento eccetera). Se funzionasse anche su Joomla sarebbe perfetto per le mie esigenze, ma già così gestisco tutti i blog e i siti in Wordpress, e sono tanti.

So che per Windows (ma forse in futuro anche per Mac) c’è il LiveWriter, di cui ha parlato spesso GigiCogo. A me, così a occhio, ispira poca fiducia; ma dovrò ricredermi, visto che c’è chi ne parla bene (ma forse è proprio perché non apprezza MarsEdit). Lo proverò, e non ne parlerò oltre finché non l’avrò provato di persona; ma temo sia questione di gusti: a me preme appunto evitare l’interfaccia wysiwyg. Mi sembra che con il codice “a vista” ci sia più controllo su… su tutto quanto, e senza perdere d’occhio la finestra di anteprima del post, che è molto fedele al risultato finale.

Così fan quasi tutte (ovvero: di spoiler e giornalisti)

E brava la Lipperini, che ieri nel domenicale di Repubblica ha scritto un bell’articolo su Twilight, senza troppa condiscendenza nei confronti delle fan e soprattutto senz’ombra di spoiler. Veder menzionati DeviantArt e Fanfiction.net su Repubblica riesce ancora a scaldarmi il cuore.

La mia posizione la conoscete: non amo particolarmente Twilight, e non mi definisco “fan” di niente e di nessuno; ma mi occupo di cinema e letteratura fantasy ormai da qualche anno, e mi fa sempre piacere veder trattata la cultura pop e il mondo dei fandom con il rispetto che meritano.

Prosegue nel frattempo la campagna di BadTaste contro gli spoileratori pazzi sui mass media italiani. Dopo l’imbarazzante caso di Indiana Jones, dopo la trama degli ultimi due Harry Potter spiattellata ai quattro venti al TG1 della sera – alla vigilia dell’uscita del libro in inglese, mica della traduzione! – stavolta tocca a Wall•E, per mano del solito, ineffabile Vincenzo Mollica. L’uomo di cui tocca vergognarsi ogni volta che un attore è costretto a farsi ripetere la domanda perché confuso dall’inquietante pronuncia inglese del Nostro. Cioè quasi sempre. Spero che il Nostro sia un residuo di epoche passate, e che oggigiorno la Rai non affidi più interviste a chi non parla la lingua dell’intervistato.

Battaglia contro i mulini a vento, forse, quella di BadTaste: i giornalisti smetteranno di spoilerare quando a chiederlo saranno le case di produzione e gli editori dei libri. Le petizioni (che pure ci sono, e in gran numero) credo servano a poco.

In edicola: Storia della filosofia (Reale - Antiseri)

Immagine 1.jpg
Il primo volume della Storia della filosofia, che Bompiani porta in edicola con il Corriere, promette molto bene. Non credo che gli autori abbiano bisogno di presentazione: Giovanni Reale è forse la massima autorità italiana su Platone, mentre Dario Antiseri è studioso del pensiero contemporaneo, in particolare negli ambiti della filosofia della scienza e del linguaggio.

Il primo tomo, “Dai presocratici ad Aristotele”, è disponibile da ieri (17 ottobre), e sono previste 14 uscite (700 e rotte pagine cadauna), a 14.90 euro più il prezzo del quotidiano. Duecento euro spalmati su più di tre mesi non mi paiono troppi, per un’opera che si presenta con una veste grafica decisamente accattivante. Piena di illustrazioni a colori, i concetti chiave evidenziati in schede e box molto piacevoli all’occhio. Qui il piano dell’opera.

Non è una ristampa di lusso del manuale per i licei: i testi sono tratti da varie opere dei due autori, uscite nel corso degli ultimi vent’anni. Comprende anche molti brani tratti dai classici, e quindi riunisce in sé il manuale e l’antologia filosofica, che al liceo di solito sono volumi separati (almeno ai miei tempi).

Ho già la prestigiosa (e molto più costosa) Storia della filosofia Utet, di Abbagnano; ma come ai tempi dell’università, è sempre bene sentire entrambe le campane e ripassare lo stesso autore sia sull’Abbagnano che sul Reale. Per preparare gli esoneri parziali di Storia della Filosofia I e II, all’epoca usavamo i manuali dei licei. Ricordo che il Reale/Antiseri era imbattibile sugli autori minori, e che in generale rispetto all’Abbagnano era molto più prolisso. Motivo per cui, chi aveva fretta studiava solo sull’Abbagnano. E i prof se ne accorgevano, se ripetevi a pappagallo le formulette dell’Abbagnano, che spesso semplificavano troppo i concetti.

Ci sono altri alumni di Filosofia che possono raccontare esperienze diverse dalla mia?

(No, non è una marchetta. Mi piace proprio ’sta roba, e me la pago di tasca mia.)

Pulizie di primavera

Sì, sento anch’io la mancanza del vecchio tema, eccome; però era troppo scomodo e pesante. Questo ha una colonna principale più larga, più adatta quindi ai post medio-lunghi, che stanno prendendo il sopravvento per le ragioni che spiegavo qui – ragioni a cui nel frattempo si è aggiunto FriendFeed. In pratica, i post brevi diventano post su Tumblr, Twitter o FF. Meno post sul blog, e quindi – si spera – contenuti più meditati e interessanti.

Se ne parlava giusto ieri su FF, ma è un discorso che sento fare da più parti ultimamente. A me pare un bene; man mano che si affermeranno strumenti di aggregazione delle diverse piattaforme su cui produciamo contenuti, dovremmo poterci creare un’identità virtuale più articolata, consentendo però – a chi “da fuori” vuol conoscerci meglio – di trovare raccolto in un’unica pagina tutto ciò che scriviamo in giro, ovvero il cosidetto “lifestream”. Sweetcron mi sembra un primo passo, interessante e pionieristico a modo suo. Prima o poi lo testerò.

Per questo tutti i miei account sui social network sono liberamente accessibili (niente lucchetti!), e per questo ho sempre lasciato tanto spazio ai widget sul blog: ciò che scrivo e commento su FriendFeed (e quindi Twitter, Tumblr, Flickr…) mi rappresenta tanto quanto i post più lunghi che pubblico qui. Su internet non parlo della mia vita privata (il mio è un lifestream parziale e filtrato), quindi non ho niente da nascondere.

Più spazio a FriendFeed, dunque; così c’è più movimento su questa pagina, ché se aspettate un nuovo post, qua, c’è caso che aspettiate un mese ogni volta. A sinistra, i post; a destra tutto il resto di me. Inoltre questo tema si carica più in fretta (vero?) e ha una palette di colori più sobria. Tanto mi leggete tutti da feed, no? Che vi cambia?

L’ho testato su tutti i browser che ho (e anche su alcuni che non ho, grazie a questo sito). Le due sidebar in fondo non sono una bellezza con IE6, lo so; ma se usate ancora IE, e per giunta il 6, ve lo meritate abbondantemente. Se vedete robe strane in browser più seri, fate un fischio, please.