Potterologia: due appuntamenti live e il primo concorso
mag 25, 2011 editoria, harry potter

Continuano le iniziative speciali in vista dell’uscita di Potterologia, la raccolta di saggi su Harry Potter a cui partecipo anch’io. Ecco il comunicato stampa delle prossime iniziative, tra cui un concorso che mi pare interessante…
Il 25, 26 e 27 maggio prossimi, in occasione dell’Immaginaria Festival, presso il Palafiori di Sanremo (IM) e il 3 giugno, in occasione dei ‘Delos Days 2011‘, presso la Casa dei Giochi, Via Sant’Uguzzone 8, Milano, si terranno le presentazioni in anteprima del volume Potterologia: dieci as-saggi dell’universo di J.K.Rowling.
Si tratta di un’antologia di saggi sul mondo di Harry Potter in uscita il prossimo 3 ottobre, messa a punto da 10 esperti italiani della materia e preordinabile a prezzo scontato fino al 30 giugno. Le royalty del diritto d’autore saranno interamente devolute all’associazione Theodora, che assiste i bambini ospedalizzati attraverso la clown-terapia. Preordinando il volume si avrà la possibilità di vedervi stampato il proprio nome in qualità di Ambasciatore del Sorriso.
Contestualmente, l’editore Camelopardus lancia il primo dei quattro concorsi legati al libro, mettendone in palio una copia per ciascun vincitore. La prima prova consisterà nella redazione di un elaborato della lunghezza massima di due cartelle, da inviarsi entro il 15 giugno prossimo, sul tema ‘Un ‘esperienza meravigliosa che non avrei vissuto senza Harry Potter’. Può trattarsi ad esempio della nascita di un’amicizia, di un amore, di una riappacificazione con qualcuno, di una ritrovata passione per la lettura, della nascita della voglia di scrivere…
Gli elaborati saranno valutati dagli autori di Potterologia e il vincitore, oltre a ricevere la copia omaggio non appena il volume sarà disponibile, sarà pubblicato sul blog dell’antologia.
L’indirizzo cui spedire gli elaborati è: info@camelopardus.it
Tag: harry potter, potterologia
In arrivo: Potterologia, dieci as-saggi dall’universo di Harry Potter
mag 9, 2011 editoria, harry potter

Eh sì, non sono stata proprio del tutto con le mani in mano, sul fronte potteriano, dal 2008 in qua.
Ho la fortuna di essere fra gli autori di una raccolta di saggi su Harry Potter, che uscirà il prossimo 3 ottobre e si intitola Potterologia.
Tutto il ricavato andrà in beneficenza, alla fondazione Theodora.
Qui tutte le informazioni, il comunicato stampa e i primi due booktrailer.
Qui il blog ufficiale del libro.
Per preordinare, ecco il sito dell’editore, Camelopardus.
Neanche vi sto a dire su cosa verterà il mio saggio… Altre informazioni nel prossimo futuro, comunque.
Potterologia esce il 3 ottobre 2011.
Tag: Add new tag, editoria, libri, lucchetti babbani, potterologia, traduzione
Camelopardus su Fantasy Magazine
set 16, 2010 autoreferenzialità, editoria

Uhm, rieccomi.
Questo posto (blog e sito) ha decisamente bisogno di una spolverata. Che arriverà a breve, insieme a nuove iniziative, ricchi premi e cotillon.
Intanto segnalerei questa intervista di Marina Lenti a Sara Saorin di Camelopardus, che – lo dico con grande orgoglio – è anche la mia casa editrice.
Così ora, se volete che diventi anche la vostra casa editrice, sapete come fare.
(Torno a tramare nell’ombra.)
Tag: camelopardus
Il marketing editoriale: “Come ti vendo un libro” (Milano, 11 maggio 2009)
– Gian Arturo Ferrari

Si è svolto ieri pomeriggio a Milano, presso il Circolo della Stampa in Corso Venezia, l’incontro “Come ti vendo un libro: Meccanismi, segreti e bugie del marketing editoriale”. Sono intervenuti:
- Gian Arturo Ferrari (direttore generale della divisione Libri del gruppo Mondadori)
- Emilia Lodigiani (direttore editoriale Iperborea)
- Gianni Biondillo, scrittore
- Paolo Mauri (la Repubblica)
- Stefano Bartezzaghi (sappiamo tutti chi è)
- moderatore: Enrico Regazzoni (direttore Istituto per la formazione al giornalismo)
Ho preso qualche appunto, che riporto qui sotto in forma di agevole elenco puntato, nel caso interessi a qualcheduno.
Sul sito dell’IFG trovate i pdf dell’inchiesta sul marketing editoriale: interessante soprattutto l’intervista a Ferrari.
- Lo scrittore è influenzato dalle ipotesi sulla vendibilità del libro che sta scrivendo? Biondillo risponde: se pubblichi è perché vuoi essere letto, non prendiamoci in giro. Il lettore non è stupido, il “lettore forte” sa riconoscere il buon libro, per quanto l’editore cerchi di propinargli roba che non vale niente. Biondillo era (ed è) un architetto, non conosceva nessuno nel mondo editoriale; un’amica gli ha detto che il suo libro valeva, e l’ha portato personalmente in Guanda: due settimane dopo il direttore, Brioschi, ha telefonato a Biondillo per proporgli la pubblicazione. “Una botta di culo clamorosa” commenta lui. I lettori sono molto precisi e attenti, contestano all’autore financo l’uso dei tempi verbali. L’autore deve rispettare i lettori che scelgono di dedicare il proprio tempo al suo libro anziché fare cose più divertenti, come fare sesso o andare al mare. Anche scrivere libri astuti e furbi è un’arte, ma non esistono formule bell’e pronte per i bestseller, i mezzucci non pagano. Lo scrittore non deve muoversi dal suo “stato di verità”, cioè deve essere sincero con se stesso e scrivere ciò che vuole, poi in qualche modo troverà i suoi lettori.
Per chiudere qualche tab
apr 8, 2009 autoreferenzialità, diritti civili, editoria, gay pride, lgbt, minima moralia, traduzione
Un po’ di segnalazioni sparse, per chiudere alcune delle venti tab di Firefox che ho qui aperte, e con l’ulteriore intento di comunicare al mondo che questo blog è ancora in attività. Se già non l’avete tolto dai feed.
Tra le altre cose, sono giunta alla conclusione che nell’ottica di un’ecologia del pensiero, e per scongiurare l’insorgenza della drammatica sindrome del blogger tuttologo, è buona norma leggere diecimila parole per ogni parola che si scrive. Personalmente sto seguendo proprio questa filosofia, oltre alla mia solita regoletta aurea, che recita: “Non premere Invio se non hai la certezza che le tue parole possano tornare utili a qualcuno”. Donde la mia poca attività online in questo periodo, compresi i social network.
- I Pride di quest’anno: Genova (Pride nazionale) il 27 giugno (vigilia del quarantennale di Stonewall), io e Remuz ci saremo; Milano… non si sa ancora quando, ma io e Remuz ci saremo; Roma 13 giugno.
- Un’interessante riflessione sull’uso e l’abuso della pagina dei ringraziamenti nei libri. Non so voi, ma io quella pagina lì la trovo un’americanata pazzesca (locuzione da leggersi a mo’ di Fantozzi re. Corazzata Potëmkin), e noto con sgomento che si è diffusa anche tra gli autori italiani. Detesto tradurre quegli Aknowledgments imbevuti di retorica, e quando è capitato a me di scrivere un libro non ho inserito dediche né ringraziamenti. Lo trovo lezioso e sentimentale, suppongo che al lettore non interessi, e comunque preferisco ringraziare di persona. Credo che questa idiosincrasia mi sia venuta quando ho visto tesi di laurea dedicate alla mamma e all’amica del cuore “che mi ha aiutato a correggere la grammatica”. Doveroso ringraziare i colleghi e le persone che materialmente hanno contribuito alla stesura o alla revisione, o all’elaborazione delle idee; ma la mamma, vi prego, la mamma no.
- Wu Ming 4 parla del valore dell’allegoria in Tolkien, dell’influsso dei temi cristiani sul SdA, delle “puerili” strumentalizzazioni politiche:
La faccenda non era di poco conto per Tolkien, che non ha mai condiviso la scelta dell’amico C.S.Lewis, nella cui narrativa fantastica i personaggi ricalcano pedissequamente le figure evangeliche e le storie hanno un evidente intento apologetico. L’unica allegoria che Tolkien era disposto ad accettare era quella aperta, la cui universalità non è dovuta all’autorevolezza del messaggio a cui allude, bensì alla complessità e profondità del messaggio stesso di cui la storia si fa latrice.
- Interviste a due grandi traduttori: la compianta Adriana Motti (Il giovane Holden) e l’immenso Vincenzo Mantovani (intervista in pdf), che ha tradotto di tutto e di più, da Roth a Bellow a Faulkner a Asimov a Crichton. Bello che entrambi, contro ogni regoletta da manuale, ribadiscano che leggersi tutto il libro prima di iniziare a tradurlo è *noioso*. Lo è, lo è; e se la prima lettura coincide con la prima stesura, poco male: il bravo traduttore fa tante riletture, e lì si accorge di tutto quello di cui si deve accorgere. (Cioè, Mantovani se ne accorge; io, boh. Speriamo.)
Tag: gay pride, letteratura, lgbtqi, libri, tolkien, traduzione





