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	<title>Commenti a: Di passione e bollette</title>
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	<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 12:02:47 +0000</pubDate>
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		<title>Di: La quarta bozza &#187; Del prendersi maledettamente sul serio</title>
		<link>http://www.quartabozza.com/2008/06/03/di-passione-e-bollette/comment-page-1/#comment-2252</link>
		<dc:creator>La quarta bozza &#187; Del prendersi maledettamente sul serio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Oct 2008 07:34:16 +0000</pubDate>
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		<description>[...] quando sono alla scrivania, non faccio viaggi dentro di me; cerco solo di guadagnarmi dignitosamente la pagnotta. Venti-venticinque cartelle al dì da tre anni, quattro o cinque riletture a fondo per ogni libro, [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] quando sono alla scrivania, non faccio viaggi dentro di me; cerco solo di guadagnarmi dignitosamente la pagnotta. Venti-venticinque cartelle al dì da tre anni, quattro o cinque riletture a fondo per ogni libro, [...]</p>
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		<title>Di: LF</title>
		<link>http://www.quartabozza.com/2008/06/03/di-passione-e-bollette/comment-page-1/#comment-1837</link>
		<dc:creator>LF</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jun 2008 09:09:24 +0000</pubDate>
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		<description>Anch'io tendo ad essere abbastanza cinico nei confronti del mio mestiere (prima di tutto cerco di capire se mi darà da mangiare, poi valuto pro e contro), però senza quelle poche scorie idealiste rimaste dopo qualche anno di pratica penso che lavorerei peggio, con il pilota automatico inserito e a scapito della qualità del prodotto finale (ma questa è una faccenda strettamente personale).

E comunque è vero, non lo baratterei mai con un impiego in ufficio, e tanto basta a cancellare un bel po' di paturnie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anch&#8217;io tendo ad essere abbastanza cinico nei confronti del mio mestiere (prima di tutto cerco di capire se mi darà da mangiare, poi valuto pro e contro), però senza quelle poche scorie idealiste rimaste dopo qualche anno di pratica penso che lavorerei peggio, con il pilota automatico inserito e a scapito della qualità del prodotto finale (ma questa è una faccenda strettamente personale).</p>
<p>E comunque è vero, non lo baratterei mai con un impiego in ufficio, e tanto basta a cancellare un bel po&#8217; di paturnie.</p>
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		<title>Di: KIKI</title>
		<link>http://www.quartabozza.com/2008/06/03/di-passione-e-bollette/comment-page-1/#comment-1835</link>
		<dc:creator>KIKI</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 21:09:50 +0000</pubDate>
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		<description>Sono d'accordo, ma volevo aggiungere che talvolta, la passione è proprio quello che fa andare avanti nel lavoro (ovviamente, a parte lo stipendio a fine mese).
Lo so io che sono 5 mesi che lavoro 10 ore al giorno,e spesoo anche nei weekend, trottando su e giù per il lab (almeno risparmio sulla palestra) a cercare di far venire un esperimento che non ne vuol sapere di uscire bene da essere presentabile.
Se non ci fosse la passione che ti fa "sopportare" di letteralmente buttare nel cestino un mese di lavoro, tre quarti e forse anche di più dei ricercatori andrebbe a fare l'operaio della FIAT.
E' questa stramaledettissima passione che ci va andare avanti nel lavoro... O__O, che ti fa superare la frustazione che arriva quando ti rendi conto che se nell'ultimo mese invece di spaccarti la testa in lab avessi fatto il giro del mondo in canoa sarebbe stata esattamente la stessa cosa, visto che non hai prodotto dati "utilizzabili" e "validi"

Ops, chiedo scusa Ilaria, ho usuroato un po' del tuo spazio web per un piccolo sofog personale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordo, ma volevo aggiungere che talvolta, la passione è proprio quello che fa andare avanti nel lavoro (ovviamente, a parte lo stipendio a fine mese).<br />
Lo so io che sono 5 mesi che lavoro 10 ore al giorno,e spesoo anche nei weekend, trottando su e giù per il lab (almeno risparmio sulla palestra) a cercare di far venire un esperimento che non ne vuol sapere di uscire bene da essere presentabile.<br />
Se non ci fosse la passione che ti fa &#8220;sopportare&#8221; di letteralmente buttare nel cestino un mese di lavoro, tre quarti e forse anche di più dei ricercatori andrebbe a fare l&#8217;operaio della FIAT.<br />
E&#8217; questa stramaledettissima passione che ci va andare avanti nel lavoro&#8230; O__O, che ti fa superare la frustazione che arriva quando ti rendi conto che se nell&#8217;ultimo mese invece di spaccarti la testa in lab avessi fatto il giro del mondo in canoa sarebbe stata esattamente la stessa cosa, visto che non hai prodotto dati &#8220;utilizzabili&#8221; e &#8220;validi&#8221;</p>
<p>Ops, chiedo scusa Ilaria, ho usuroato un po&#8217; del tuo spazio web per un piccolo sofog personale.</p>
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		<title>Di: Ilaria</title>
		<link>http://www.quartabozza.com/2008/06/03/di-passione-e-bollette/comment-page-1/#comment-1832</link>
		<dc:creator>Ilaria</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 18:30:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.quartabozza.com/?p=203#comment-1832</guid>
		<description>Perché, chi lavora dentro la casa editrice, da "impiegato" redattore, non si fa le sue 10 ore al giorno davanti al computer? Nel mio caso erano 10 ore in ufficio più il lavoro da sbrigare di sera e nei weekend. TUTTI i weekend per un anno. E non mi risulta che i co.co.pro (il 95% delle persone che lavorano in casa editrice) stiano messi molto meglio di noi quanto a pensioni e indennità e maternità.

I conti mi tornano abbastanza; diciamo che nel mio caso le cartelle al giorno sono anche 20-25 (tocco punte di 40 se il libro è semplice), ma per ogni 3 settimane di traduzione ce n'è una di rilettura, ricerca citazioni ecc ecc. Avendo meno di 35 anni godo della simpatica deduzione forfettaria IRPEF del 40% anziché il 25%, ma essendo giovane non posso ancora "pretendere" i 13 euro fissi (mi rifiuto già di andar sotto gli 11, però). Per il resto ci siamo; settimane intere di ferie non ne prendo, solo un giorno qua e là, e ovviamente lavoro anche di sabato e domenica. Qualità della vita, a mio avviso, INFINITAMENTE migliore che se stessi in un ufficio, costretta a fare quelle 9 ore al dì. A farmi venire fame, sonno e stanchezza a ore prestabilite.

In un anno di vita d'ufficio ho avuto tutta una serie di problemi fisici (non mi dilungo, ma sono finita al pronto soccorso 4 volte) proprio perché non reggevo i ritmi. Da quando lavoro a casa, faccio lo stesso numero di ore eppure sto molto meglio sia fisicamente sia psicologicamente. Il che testimonia, credo, che la qualità della vita è un concetto molto soggettivo.

@IronMauro: le palle non le avevo neppure io, ma l'alternativa - scaduto quel contratto che avevo - era tra stare a casa a tradurre o stare a casa a non far niente. Non è stata una decisione coraggiosa, la mia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Perché, chi lavora dentro la casa editrice, da &#8220;impiegato&#8221; redattore, non si fa le sue 10 ore al giorno davanti al computer? Nel mio caso erano 10 ore in ufficio più il lavoro da sbrigare di sera e nei weekend. TUTTI i weekend per un anno. E non mi risulta che i co.co.pro (il 95% delle persone che lavorano in casa editrice) stiano messi molto meglio di noi quanto a pensioni e indennità e maternità.</p>
<p>I conti mi tornano abbastanza; diciamo che nel mio caso le cartelle al giorno sono anche 20-25 (tocco punte di 40 se il libro è semplice), ma per ogni 3 settimane di traduzione ce n&#8217;è una di rilettura, ricerca citazioni ecc ecc. Avendo meno di 35 anni godo della simpatica deduzione forfettaria IRPEF del 40% anziché il 25%, ma essendo giovane non posso ancora &#8220;pretendere&#8221; i 13 euro fissi (mi rifiuto già di andar sotto gli 11, però). Per il resto ci siamo; settimane intere di ferie non ne prendo, solo un giorno qua e là, e ovviamente lavoro anche di sabato e domenica. Qualità della vita, a mio avviso, INFINITAMENTE migliore che se stessi in un ufficio, costretta a fare quelle 9 ore al dì. A farmi venire fame, sonno e stanchezza a ore prestabilite.</p>
<p>In un anno di vita d&#8217;ufficio ho avuto tutta una serie di problemi fisici (non mi dilungo, ma sono finita al pronto soccorso 4 volte) proprio perché non reggevo i ritmi. Da quando lavoro a casa, faccio lo stesso numero di ore eppure sto molto meglio sia fisicamente sia psicologicamente. Il che testimonia, credo, che la qualità della vita è un concetto molto soggettivo.</p>
<p>@IronMauro: le palle non le avevo neppure io, ma l&#8217;alternativa - scaduto quel contratto che avevo - era tra stare a casa a tradurre o stare a casa a non far niente. Non è stata una decisione coraggiosa, la mia.</p>
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	<item>
		<title>Di: ennemme</title>
		<link>http://www.quartabozza.com/2008/06/03/di-passione-e-bollette/comment-page-1/#comment-1831</link>
		<dc:creator>ennemme</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 18:18:40 +0000</pubDate>
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		<description>Una breve (per modo di dire!) precisazione, Ilaria: io mica volevo dire che per fare questo mestiere e viverne, la passione e l’entusiasmo e tantomeno la gratificazione siano gli elementi prioritari. Si tratta, fondamentalmente, come dici tu, di alzarsi la mattina, piazzare il sedere su una sedia e tenercelo per 12, anche 14 ore al giorno, macinando quelle 10-12 (anche 15, quando va bene) cartelle (da 2000 battute, naturalmente!) al giorno, il tutto almeno per 20-25 giorni al mese, tutti i santi mesi dell’anno, con una pausa massimo di 2-3 settimane ogni anno, se si vuole vivere dignitosamente. Faccio anche due conti, tanto che ci sono, tenendomi su valori abbastanza nella media: 10 cartelle al giorno x 20 giorni al mese x 11,5 mesi =&gt; 2300 cartelle che, sperando di prendere almeno 12 euro a cartella (e non tutti li prendono, questo è più che assodato. Io, che adesso non lavoro sotto i 13, posso da questo punto di vista dirmi abbastanza fortunato), fruttano 27.600 euro l’anno, di cui, tolto il 20% di ritenuta d’acconto sul 75% dell’imponibile, te ne entrano (aspettando 2-3 mesi dopo ogni consegna) 23.460. Cifra chiaramente non disprezzabile, tenuto pure conto che puoi organizzarti come meglio credi, non devi timbrare cartellini ecc. ecc. (anche se naturalmente non maturi il diritto a nessuna pensione, indennità di malattia, maternità e cose del genere). Su questo non ci piove. Però, ripeto, devi avere la costanza di metterti quasi tutti i santi giorni dell’anno davanti a un computer e sfornare ogni giorno almeno quelle dieci cartelle e vederle pagate almeno 12 euro l’una. Si fa, mica perché non si fa, ma a contorno ci vogliono tutte le condizioni giuste per reggere a questi ritmi – cosa che, forse concorderai con me, non sempre si può dare per scontata.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Una breve (per modo di dire!) precisazione, Ilaria: io mica volevo dire che per fare questo mestiere e viverne, la passione e l’entusiasmo e tantomeno la gratificazione siano gli elementi prioritari. Si tratta, fondamentalmente, come dici tu, di alzarsi la mattina, piazzare il sedere su una sedia e tenercelo per 12, anche 14 ore al giorno, macinando quelle 10-12 (anche 15, quando va bene) cartelle (da 2000 battute, naturalmente!) al giorno, il tutto almeno per 20-25 giorni al mese, tutti i santi mesi dell’anno, con una pausa massimo di 2-3 settimane ogni anno, se si vuole vivere dignitosamente. Faccio anche due conti, tanto che ci sono, tenendomi su valori abbastanza nella media: 10 cartelle al giorno x 20 giorni al mese x 11,5 mesi =&gt; 2300 cartelle che, sperando di prendere almeno 12 euro a cartella (e non tutti li prendono, questo è più che assodato. Io, che adesso non lavoro sotto i 13, posso da questo punto di vista dirmi abbastanza fortunato), fruttano 27.600 euro l’anno, di cui, tolto il 20% di ritenuta d’acconto sul 75% dell’imponibile, te ne entrano (aspettando 2-3 mesi dopo ogni consegna) 23.460. Cifra chiaramente non disprezzabile, tenuto pure conto che puoi organizzarti come meglio credi, non devi timbrare cartellini ecc. ecc. (anche se naturalmente non maturi il diritto a nessuna pensione, indennità di malattia, maternità e cose del genere). Su questo non ci piove. Però, ripeto, devi avere la costanza di metterti quasi tutti i santi giorni dell’anno davanti a un computer e sfornare ogni giorno almeno quelle dieci cartelle e vederle pagate almeno 12 euro l’una. Si fa, mica perché non si fa, ma a contorno ci vogliono tutte le condizioni giuste per reggere a questi ritmi – cosa che, forse concorderai con me, non sempre si può dare per scontata.</p>
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		<title>Di: Iron Mauro</title>
		<link>http://www.quartabozza.com/2008/06/03/di-passione-e-bollette/comment-page-1/#comment-1826</link>
		<dc:creator>Iron Mauro</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 07:41:01 +0000</pubDate>
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		<description>Io lavoro con entusiasmo e passione, ma la bolletta mi son dimenticato di pagarla... Sono offline da giorni!

Ci penso spesso, ma al momento non ho le palle per mettermi in proprio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io lavoro con entusiasmo e passione, ma la bolletta mi son dimenticato di pagarla&#8230; Sono offline da giorni!</p>
<p>Ci penso spesso, ma al momento non ho le palle per mettermi in proprio.</p>
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	<item>
		<title>Di: paio</title>
		<link>http://www.quartabozza.com/2008/06/03/di-passione-e-bollette/comment-page-1/#comment-1825</link>
		<dc:creator>paio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 07:01:32 +0000</pubDate>
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		<description>Anche io sono consapevolmente nella fase "si lavora per vivere, non si vive per lavorare". Forse sono sempre stata in questa fase...
E la qualità della vita data dall'alzarti quando vuoi e gestirti liberamente i tempi credo sia impagabile. Per tutto il resto c'è mastercard?!?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anche io sono consapevolmente nella fase &#8220;si lavora per vivere, non si vive per lavorare&#8221;. Forse sono sempre stata in questa fase&#8230;<br />
E la qualità della vita data dall&#8217;alzarti quando vuoi e gestirti liberamente i tempi credo sia impagabile. Per tutto il resto c&#8217;è mastercard?!?</p>
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	<item>
		<title>Di: Michele</title>
		<link>http://www.quartabozza.com/2008/06/03/di-passione-e-bollette/comment-page-1/#comment-1823</link>
		<dc:creator>Michele</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 20:49:28 +0000</pubDate>
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		<description>Senti, non so gli altri tuoi assidui lettori, ma a me piacciono tutti i tuoi post.. sono pungenti, ironici, simpatici e c'è sempre il parere di Pri che apre a ulteriori orizzonti inaspettati (che mi fanno sentire un limitato provinciale, ma pazienza, siamo qui anche per questo).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Senti, non so gli altri tuoi assidui lettori, ma a me piacciono tutti i tuoi post.. sono pungenti, ironici, simpatici e c&#8217;è sempre il parere di Pri che apre a ulteriori orizzonti inaspettati (che mi fanno sentire un limitato provinciale, ma pazienza, siamo qui anche per questo).</p>
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