La quarta bozza
25 Settembre 2007 alle 12:25 pm
· Nelle categorie autoreferenzialità, internet, nerdiness, pop, umurismu
E dirò di più: essere nerd e non saperlo.
Oggi sono una donna adulta. Si stenta a crederlo; eppure parrebbe di sì. Documenti ufficiali attestano la mia maggiore età. Sulla mia patente c’è scritto che sono maggiorenne dal 1997. Ma d’altronde la mia patente dice un sacco di stronzate, tipo che so guidare.
Però non sono sempre stata così; non sono nata adulta e armata dalla testa di Zeus, no no. Vent’anni fa, mentre gli altri bambini giocavano con le Barbie e l’Allegro chirurgo, io mi dilettavo con i pezzi di hardware che sto per mostrarvi. Traetene le conclusioni che vi paiono opportune circa la mia personalità.
L’altro giorno ho avuto la fortuna di imbattermi in questo sito, che raccoglie vetusti e storici modelli di computer anni Settanta e Ottanta. Non sto a spiegarvi il mio stupore quando ho visto che almeno quattro di quei modelli avevano intrattenuto rapporti più o meno intimi con la sottoscritta nel corso del decennio maledetto. Il decennio dei Paninari, degli scaldamuscoli color giallo limone, della Thatcher.
Ma stiamo divagando. Anche perché la storia che vi racconto ci condurrà anche nel decennio successivo: gli anni Novanta, il decennio di Berl… D’accordo, basta.
Il mio primo computer fu l’immortale Commodore 64, che vedete qui alla vostra destra (tutte le foto sono cliccabili): con le sue cassette e i suoi stupendi floppy da 5.25 pollici. Ricordo che c’era un videogame con Paperino. Non ricordo molto altro. Il tutto a 16 colori, ça va sans dire.
Più avanti - metà anni Ottanta, in tempi non sospetti - ebbi il mio primo Mac, che allora si chiamava Apple Macintosh e vantava ben 512 kb di Ram; per la prima volta entrai in contatto con il magico mondo dell’interfaccia grafica (le vedete? sono finestre, quelle: finestre, windows! eh?), ma il tutto in un triste bianco e nero. Ricordo che ci giocavo a scacchi. Vinceva sempre lui. E ricordo anche un’enorme collezione di file audio Midi con inquietanti versioni di Bach.
Questo gioiellino, che tuttora vegeta protetto da un copioso rivestimento di polvere in uno scantinato mittelappenninico, era già vecchio quando lo comprammo: trattasi di modello HP-85, mio fedele compagno nei pomeriggi d’inverno ai tempi delle scuole elementari. La cosa meravigliosa è che aveva una mini-stampante integrata, per cui schiacciando un tasto saltava fuori una specie di grosso scontrino fiscale con i cavoli miei stampati sopra. Ci scrivevo poesie. Poi finì la scorta di rulli di carta termica, e tutta la baracca uscì di produzione, e io soffrii.
Ma i tempi erano ormai maturi per una nuova generazione di PC: il 386 e il 486. Il resto è storia: intorno al 1995 si spalancarono a tutti noi le porte dell’universo mondo: quanto a me, mi dotai del primo modem a 14.4 kb/s, poi 28.8, poi 56 e poi Isdn e poi Dsl. Rimando a un altro post la storia del mio primo impatto con internet. Vi anticipo solo che c’entra la NASA.
Menzione speciale, in chiusura, per il mio primo palmare, antenato del Blackberry (che possiedo da due settimane e ne sono già dipendente): quella meraviglia del Psion3. Che a me - essendo io tipo in prima liceo - non serviva a un’emerita cippa; ma volete mettere com’era chic portarselo in giro e usarlo al posto del diario scolastico? Ora capirete perché i miei compagni avevano paura di me.
Era in bianco e nero, andava a pile stilo, e io lo adoravo. Poteva comunicare via infrarossi con altri amichetti Psion3, ma nessuno di mia conoscenza ne aveva uno uguale al mio. Strano, eh. E fu lì che sorsero le prime avvisaglie della sindrome del backup compulsivo che tuttora mi porto dietro: avevo riempito quel palmare con tutto ciò che contasse nella mia miseranda vita, e avevo il terrore di perderlo. Per cui eseguivo backup giornalieri su una SSD esterna.
E nonostante tutto ciò, ancora oggi non capisco un tubo di hardware, non ho mai imparato a programmare in Basic, e avrò infarcito questo post di gravi errori concettuali e di cronologia, che prego i miei più scafati lettori di correggere. Dènghiu.
computer anni-ottanta commodore apple palmare psion ibm 386 hp85 hardware

Permalink
gicappa ha scritto @ 25 Settembre 2007 alle 12:33 pm
a parte il fatto che appena comprato il C64 e giocato per una settimana ho deciso di imparare il basic e poi (non essendo il basic sufficiente per creare giochi decenti) l’assembler e da lì qualsiasi altro linguaggio di programmazione per il resto abbiamo percorso strade simili
sys64738
anonimia ha scritto @ 25 Settembre 2007 alle 12:44 pm
Il mio primo computer fu un Olivetti PC1 regalatomi da mio padre all’età di sei anni, nel lontano 1987.
.mau. ha scritto @ 25 Settembre 2007 alle 12:47 pm
ma sei una bimba! (giusto per dire, il Mac lo usai per la mia prima tesi)
Il Commodore lo usavi al posto del bambolotto per addormentarti?
Io lo Psion 3 non ce l’avevo, ma ho ancora uno Psion 5 probabilmente funzionante. La tastiera di palmare più bella che abbia mai avuto, anche meglio del mio attuale zaurus!
Matteo ha scritto @ 25 Settembre 2007 alle 12:52 pm
…
pri, vuoi sposarmi?!? AAAHAHAHAHAHAHAHA
(anche solo per aver scritto questo post dovrei chiedertelo *;;*)
Ilaria ha scritto @ 25 Settembre 2007 alle 12:53 pm
Verissimo, la tastiera del psion era perfetta: nonostante le dimensioni contenute si riusciva a scrivere con grande rapidità.
(Be’, bimba, tutto è relativo. Sono del ‘79 comunque, la prima tesi l’ho scritta dopo il cambio di secolo
)
Ilaria ha scritto @ 25 Settembre 2007 alle 12:55 pm
@Matteo: sì che ti sposo, ma a Las Vegas, senza preti né parenti né meringhe di tulle addosso. Quando partiamo?
Non hai avuto un Apple ][… ora capisco molte cose…
Ilaria ha scritto @ 25 Settembre 2007 alle 1:07 pm
Questo, dici? http://en.wikipedia.org/wiki/Apple_II
Eh no… Sai a chi dare la colpa. io ero piccola, che ne sapevo.
Matteo ha scritto @ 25 Settembre 2007 alle 1:16 pm
AAAAA pri ^ ^
hai detto domani? :***
comunque ho un appunto al tuo post. la patente non dice se sai guidare, dice se puoi! quello che cambia è la differenza, si sa…
vista e considerata la bravura media dei patentati al volante, beh, mi vengono spontanee un paio di domande:
1. guidano tutti senza patente?
2. la patente viene forse data come premio fedeltà dall’edicolante sotto casa?
…
perdonerete l’OT
ma la risposta alle domande non è sempre la più ovvia. infatti c’enra Lui. Silvio.
ha semplicemente sbagliato miracolo e invece di moltiplicare i pani e i pesci ha moltiplicato le patenti e le ha fornite al milione di persone che aspettavano quel benedetto posto di lavoro… meglio di niente =P
spery ha scritto @ 25 Settembre 2007 alle 1:36 pm
anche io avevo (e ho ancora) un Commodore 64 con i floppy, ma non assomiglia a quello della tua foto sai?
Wizard ha scritto @ 25 Settembre 2007 alle 1:44 pm
Ripercorrere la storia dei computer dal punto di vista di un utente è certamente molto, molto più divertente che studiarlo sui libri!
Fra 10 anni mi aspetto un secondo capitolo! 
Michele ha scritto @ 25 Settembre 2007 alle 2:18 pm
AAAAAAAAAAAAAA
Il mio primo computer è stato un iMac G3.. Ma mi lamentavo sempre perché non esistevano giochi per Mac!!
Mi hai commosso.
Francesco ha scritto @ 25 Settembre 2007 alle 2:43 pm
Sia lodato il backup compulsivo. Amen.
Ilaria ha scritto @ 25 Settembre 2007 alle 2:52 pm
Sempre sia lodato. Ne ho appena fatto uno.
giallo ha scritto @ 25 Settembre 2007 alle 3:34 pm
non vedo l’ora di leggere della NASA e del cantaTu!!! xD
kit ha scritto @ 25 Settembre 2007 alle 4:47 pm
ehm….io tra le prime cose che sono andato a vedere quando arrivò internet (56k) a casa fu dragonball x (o meglio la versione più o meno porno di dragonball). Lo so…..ma insomma si era piccoli….aspetto il racconto di internet anche io. 
Accidenti!! Io sono del 78… ma forse vengo da un altro pianeta! Mentre tu ti davi al Mac, io assemblavo Lego…
Yoshi ha scritto @ 25 Settembre 2007 alle 7:13 pm
il mio primo computer è stato un merdosissimo commodore 16. però c’avevo il monitor in verde e nero, mica cazzi.
imp.bianco ha scritto @ 25 Settembre 2007 alle 8:30 pm
Il mio primo computer…(vabbè era di mio fratello) era un Commodore 64…ma ricordo ben poco…poi il mio primo vero pc fu un 486…
Comunque complimenti bel post!
X-Bye
Blacko ha scritto @ 25 Settembre 2007 alle 10:37 pm
Bellissima segnalazione! peccato non aver vissuto nel bel mezzo dell’evoluzione!
Bellissimo post, complimenti!! Che ricordi…il mio primo computer “ufficiale” fu il Macintosh Plus, prima dovevo smanettare a casa di qualche amico con i compatibili IBM.
Il giocco più bello secondo me era Dark Castle, qualcuno lo ricorda?
alebino ha scritto @ 26 Settembre 2007 alle 9:34 am
io mi ricordo il primo computer con i dischi giganti… il mio vicino di casa aveva l’amiga e io ero un po’ invidioso… uffi!
Reloj ha scritto @ 26 Settembre 2007 alle 12:07 pm
Mio padre aveva un commodore 64 e programmava basicamente in Basic. Io ero la cavia dei suoi esperimenti: ho imparato le tabelline a 4 anni per mezzo di un programma che quando sbagliavi azionava il sintatizzatore vocale e ti gridava “ASINO!”, col suo forte accento anglosassone.
Emozioni, non c’è che dire. Il mio gioco preferito a quell’età era cambiare il colore del cursore e con lo spazio disegnare tappeti.
Ah, e non avevo lettore floppy. Avevo un mangianastri, e una cassa di cassette con giochi strani, procurati da chissà chi e chissà dove… nessuno originale, naturalmente.
run stop
load”",7
Press play on tape.
Ready.
run
Ilaria ha scritto @ 26 Settembre 2007 alle 7:37 pm
GENIALE. Geniale. xD
gigicogo ha scritto @ 27 Settembre 2007 alle 11:10 pm
Se può servire:
gigicogo ha scritto @ 27 Settembre 2007 alle 11:10 pm
L’ho scritto male:
http://webeconoscenza.blogspot.com/2007/07/il-mio-mondo-10.html
Ciao
Ilaria ha scritto @ 27 Settembre 2007 alle 11:15 pm
L’avevo già letto, e con i lacrimoni agli occhi. Il Trumpet Winsock!! Appena ho tempo scrivo anch’io il famoso post sui primordi di internet. Grazie!
[…] ho già parlato della mia sindrome del backup compulsivo, nata all’epoca del mio primo palmare. E avrete sicuramente sentito di quel che è accaduto […]
[…] Ve l’avevo promesso, questo post, tanto tempo fa. […]
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